Frusta Romagnola

Quando

  • Ogni Lunedì sera dal 24 settembre

Dove

  • Circolo del Borgo
    Via Borgo Bennoli,18
    48027 Solarolo

A che ora

  • Tutti i corsi a partire dalle ore 19.15
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Vieni a provare, la prima lezione è gratuita!

Maestri di Frusta Romagnola

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Alberto Sportelli  – Monia Mirri – Armando Calderoni

 

Per INFO:

Armando: +39 339 7373577

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Vuoi saperne di più sul corso di frusta?

La Frusta nei secoli… fino ai giorni nostri!!!

Anzitutto una curiosità, il “ciocco” avviene in quanto facendo roteare la frusta, il punto terminale supera il muro del suono, cioè oltre 1200 km orari .
Il primo ricordo storico di una frusta, (per frusta si deve intendere uno strumento formato da un manico molto flessibile con attaccato una corda nodosa, alla cui estremità viene aggiunto uno spago sottile, il cosi detto s’ciocchino che è poi quello che produce lo s’ciocco), risale all’epoca di Troia (circa 3300 anni fa), infatti il via ai “Ludus Troiae”, gare di corsa con carri e cavalli, veniva dato con un colpo di frusta.
Le tracce sicure di un manico attorcigliato ove era attaccato una fune, trovato in una tomba gallica del IV secolo a.C, fa pensare che anche a quei tempi fosse molto diffuso l’uso della frusta. Di tale usanza è rimasto un ricordo nella toponomastica, in Francia, luogo di origine di tali tribù, vi è la cittadina di Parpignan (perpignano), ebbene “parpignan” è anche il nome romagnolo del manico della frusta.
Pure i romani usavano la frusta per fare qualche ciocco, infatti se ne servivano per dare il via alle gare dei cavalli e carri che, non a caso erano pure dette “ludus Troiae”, con un colpo di frusta.
Per trovare un ricordo storico di uso della frusta per fare numerosi ciocchi, occorre risalire indietro di alcuni secoli: nel XVII secolo le coste romagnole furono invase dagli Uscocchi, predoni provenienti dalla Dalmazia(Iugoslavia); questi, come si apprende da antiche cronache ravennati, su veloci cavalli e potenti ciocchi di frusta, terrorizzarono le popolazioni rivierasche. Nonostante che questi facessero s’cioccare la frusta per usi bellici, possono essere anche loro definiti degli S’ciucaren.
Successivamente questa usanza fu portata avanti dai birocciai, questi durante i loro lunghi viaggi, facevano s’cioccare la frusta per divertimento o per segnalare che stavano rincasando.

Risulta che molti birocciai accompagnavano con i ciocchi i passi dei cavalli. Dalle sfide fra amici si passò a vere e proprie sfilate competitive; forse è questa la ragione per cui in Romagna, più che altrove, questa usanza si è perfezionata.
I s’ciucaren romagnoli portano avanti fedelmente questa usanza, con la sola differenza che con gli s’ciocchi non si accompagnano i passi dei cavalli ma le note musicali.

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